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Monte Argentario e Isole

Foto di Alessandro Amadio

 

Il Monte Argentario, in origine, era con molta probabilità un’isola. In seguito si collegò alla costa tirrenica dai tomboli della Feniglia e della Giannella, formatisi per l’accumulo dei detriti trasportati dai fiumi e dalle correnti marine.

Il primo insediamento umano all’Argentario risale certamente ad epoche lontanissime, come attestato dai numerosi reperti archeologici sia nella Grotta degli Stretti che in quella di Cala dei Santi. Per la sua posizione geografica, che lo vede al centro del Mar Tirreno, l’Argentario fu considerato dai primi navigatori un approdo sicuro. Di straordinario valore strategico, il promontorio fu munito di torri di avvistamento e di segnalazione per far fronte al costante pericolo di incursioni dal mare tra cui va ricordata quella del pirata detto il Barbarossa, che nel 1544 depredò e saccheggiò il borgo di Porto Ercole. Le primissime opere a carattere difensivo risalgono all’Età del Bronzo, ma un vero e proprio sistema difensivo che interessasse tutta la costa del promontorio iniziò a prendere corpo solo nel XV secolo, sotto il dominio della Repubblica di Siena. Va, comunque senza alcun dubbio, agli spagnoli il merito di avere in pochi anni trasformato il Monte Argentario in una poderosa macchina da guerra con un formidabile complesso di fortificazioni per numero e qualità, superiore ad ogni altro simile esistente in Toscana. Nacque così lo Stato dei Presidi, che comprendeva Orbetello, Porto Ercole, Porto Santo Stefano e Talamone, ai quali, nel 1602, si aggiunse la piazzaforte di Porto Longone, nell’Isola d’Elba. Il Promontorio, interamente montuoso e caratterizzato da coste alte e rocciose, è ricoperto da una fitta macchia mediterranea che si alterna alle coltivazioni di olivi, di viti e di alberi da frutta.

Di straordinaria bellezza è la Strada Panoramica che costeggia la porzione dell’Argentario affacciata sul mare aperto e che collega i due centri di Porto Ercole e Porto Santo Stefano, anche se attualmente, un’interruzione impedisce di percorrerla interamente in automobile. Oltre ad ammirare lo splendido panorama, si possono intravedere, verso il mare, i resti di una serie di torri costiere e si può accedere a piedi alle suggestive e selvagge calette dell’Argentario.

 

PORTO SANTO STEFANO

Foto di Alessandro Amadio

È una località turistica molto nota, ed è capoluogo e sede del Consiglio Comunale. Il porto è diviso in vecchio e nuovo, ed è il cuore delle attività turistiche e della pesca. Da qui salpano i traghetti che collegano il promontorio con le Isole del Giglio e di Giannutri. Anche l’attività dei cantieri navali è piuttosto importante. Porto Santo Stefano è inoltre sede dell’Acquario Mediterraneo dell’Argentario.

 

PORTO ERCOLE

Foto di Alessandro Amadio

Porto Ercole è un suggestivo borgo marinaro sulla costa orientale dell’Argentario ed un attrezzato porto turistico. Si affaccia su una baia dominata dalle possenti moli delle fortezze spagnole. Nella vicina Cala Galera fanno scalo ogni estate moltissime imbarcazioni da diporto attratte dalle efficienti strutture e dai servizi offerti da questo esclusivo approdo.

Percorrendo la strada che da Porto Santo Stefano conduce ad Orbetello, superata la punta degli stretti, troviamo sulla destra, ben indicata dalla segnaletica, la strada provinciale che ci permettere di raggiungere la vetta del Monte Argentario. A 273 metri troviamo il Convento dei Padri Passionisti, già dal piazzale si può ammirare lo splendido panorama. Il Convento, immerso in una rigogliosa vegetazione, fu costruito alla fine del 1700 per volontà di San Paolo della Croce. I Padri Passionisti divulgano la memoria della passione di Cristo, vivono in comunità e fanno una vita di studio, preghiera ed attività missionaria. Il complesso è costituito da una parte conventuale e dalla chiesa. Quest’ultima è di stile settecentesco, con facciata neoclassica e decorata internamente con stucchi di stile barocco. Conserva numerose reliquie di San Paolo ed alcune opere di rilievo. Attualmente il Convento è un luogo di pace, tranquillità e grande suggestione. Il 12 dicembre del 2000, a sorpresa e tra lo stupore e l’emozione dei monaci presenti, si fermò a pregare nella piccola cappella del Convento Papa Giovanni Paolo II. Riprendendo la macchina e proseguendo la salita, lasciandosi così alle spalle il Convento, si arriva alla vetta dell’Argentario, denominata Punta Telegrafo, a 645 metri sul livello del mare. Lo spettacolo panoramico è mozzafiato, si possono ammirare le Isole del Giglio, di Giannutri e in condizioni di cielo particolarmente sereno anche l’Isola di Montecristo.

 

ISOLA DEL GIGLIO

Dopo l’Elba, è la seconda isola in ordine di grandezza nell’Arcipelago Toscano, con una superficie di 21,2 kmq. L’Isola del Giglio è inclusa nella provincia di Grosseto e costituisce comune a sé insieme a Giannutri. L’isola è distribuita nei tre piccoli centri abitati: Giglio Castello, l’antico abitato medioevale sede del Municipio, caratterizzato da ripidi vicoli racchiusi da mura che culminano con l’imponente Rocca Pisana; Giglio Porto, l’approdo isolano e la frazione di Giglio Campese che si affaccia ad ovest sulla più grande spiaggia dell’isola. L’imbarco di linea è da Porto Santo Stefano.

 

Foto di Alessandro Amadio

ISOLA DI GIANNUTRI

Giannutri è la più meridionale delle isole toscane ed emerge dalle acque del Tirreno come una bianca mezzaluna di calcare. Lungo gli 11 chilometri di costa prevalgono scogliere rocciose dove si aprono grotte e spaccature originate dall’azione del vento. Gli unici punti di approdo all’isola sono Cala Spalmatoio e Cala Maestra, i quali presentano due esigue spiagge di ghiaia. Tutt’attorno splendidi fondali ricchissimi di biodiversità dove nuotano frequentemente delfini e balenotteri. Non vi è acqua sorgiva e le poche abitazioni presenti si trovano attorno al porticciolo e disperse nella macchia. Il fascino della natura prende comunque il sopravvento sul visitatore e gli appassionati escursionisti possono gustare scenari incantevoli percorrendo i diversi sentieri che si inoltrano lungo le propaggini verso Monte Mario e Poggio Capel Rosso. L’isola conserva i resti della Villa Romana della potente famiglia dei Domizi Enobarbi. Giannutri è quasi esclusivamente privata ed abitata nel periodo estivo; sono pressoché inesistenti i servizi e gli esercizi pubblici. L’imbarco di linea è da Porto Santo Stefano e dal Giglio.

 

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