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Acquario della Laguna e Acquario Mediterraneo dell’Argentario

Anche il mondo acquatico appassiona moltissimo i bambini. In Costa d’Argento abbiamo due acquari: uno della laguna ed uno del mare. L’ACQUARIO DELLA LAGUNA è stato creato al fine di sensibilizzare i visitatori sull’importanza che ricopre la laguna di Orbetello: esempio unico di ecosistema dove convive fauna ittica marina e d’acqua dolce. Vi sono numerose specie di pesci della laguna orbetellana presenti all’interno delle vasche e pannelli che spiegano, in base alla profondità, alla salinità ed alla temperatura delle acque, la flora e la fauna presenti in laguna. Nello stesso locale vi è uno spazio dedicato agli antichi mestieri della popolazione locale, dove vi sono esposte vecchie foto, pannelli ed attrezzi tradizionali legati ai vari tipi di pesca. È inoltre presente il TARTANET PROGETTO TARTARUGA MARINA per la salvaguardia delle tartarughe Caretta Caretta che toccano le nostre sponde: è un centro attrezzato con una piccola sala operatoria e macchinari in grado di aiutare le specie ferite ad essere reinserite nel loro habitat naturale: il mare. La sede dell’Acquario è a Talamone. Mentre l’Acquario Mediterraneo dell’Argentario, con sede a Porto Santo Stefano, è stato realizzato con l’intento di riprodurre più fedelmente possibile gli ecosistemi più indicativi del litorale della Costa d’Argento. L’Acquario Mediterraneo del Centro Didattico di Biologia Marina del Comune di Monte Argentario è dotato di ben 17 vasche di cui 7 panoramiche, che hanno una capienza che va da 2000 a 20000 litri per un totale di circa 50000 litri d’acqua di mare. Le vasche contengono centinaia di specie animali e vegetali, come: cernie, murene, cavallucci marini, polpi, gattucci, gattopardi, aragoste, anthias, tanute, ricciole, spondili, gorgonie, posidonia e molte altre. Da aprile 2013, inoltre, è stata realizzata una vasca tropicale per far conoscere ai visitatori anche un ambiente diverso da quello del nostro Mar Mediterraneo.

Foto di Luciano Salvatore

La vasca propone, in un’ambientazione ricca di coralli tropicali, un notevole numero di specie di pesci caratteristici delle scogliere coralline. Si tratta di una vera e propria nursery ricca di numerosi esemplari giovanili; immancabili naturalmente i piccoli pesci pagliaccio affezionati alla propria attinia. Al piano superiore della struttura si trova la mostra permanente delle conchiglie che raccoglie più di cento specie di conchiglie provenienti non solo da Monte Argentario o dal Mediterraneo ma anche da altre zone del mondo come Oceano Pacifico, Oceano Atlantico e Mar Rosso. I generi maggiormente rappresentati nelle teche sono: haliotis, cypraea, lambis, conus, cassis, tridacna, nautilus, murex, argonauta, spondylus, ostrea, chlamys, pecten e oliva. Una sezione dell’Acquario è inoltre dedicata alla fotografia subacquea; all’ingresso della struttura sono esposte le fotografie scattate da Alessandro Tommasi e Massimo Barlettani, rispettivamente vice-presidente e presidente dell’Accademia Mare Ambiente. Da febbraio 2014 sono state allestite altre due mostre permanenti al piano di sopra della struttura. La prima è dedicata alla storia della tecnologia subacquea, tramite l’esposizione di articoli subacquei di vecchia data, fra i quali spiccano le attrezzature da palombaro utilizzate dal Sig. Gino Tantulli a metà del secolo scorso, gentilmente donati all’Associazione dai familiari. La seconda, invece, è dedicata ai cetacei e al Santuario Internazionale dei Mammiferi Marini; in questa sezione sono esposte alcune ossa recuperate tra il promontorio di Monte Argentario e l’Isola del Giglio, come la mandibola ed una vertebra lombare di balenottera comune ed i crani di Zifio e Tursiope. Nell’estate del 2018 la Cooperativa Climax ha effettuato le scansioni 3D di alcuni reperti delle collezioni di conchiglie e di ossa di cetacei. In particolare si tratta delle conchiglie tridacna squamosa e chicoreus ramosus e dei crani di Ziphio e Tursiope. Il materiale acquisito è stato poi reso fruibile a tutti grazie all’upload sulla piattaforma Sketchfab che permette la visione integrale a 360° del reperto scansionato.

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